Settembre 4, 2026

Verifica reddituale 2024 per i pensionati pubblici: da dicembre INPS avvia il recupero delle somme indebite. Cosa fare e come tutelarsi con EPASA-ITACO

Sei un pensionato della Gestione Pubblica e percepisci la quattordicesima o una pensione ai superstiti?

L’INPS, con il Messaggio n. 2608 dell’11 agosto 2026, ha comunicato di aver concluso le verifiche sui redditi dichiarati e relativi all’anno d’imposta 2024 (riferiti ai redditi conseguiti nel 2023).

Attraverso l’incrocio delle banche dati con l’Agenzia delle Entrate e il Casellario centrale dei pensionati, l’Istituto ha ricalcolato gli importi spettanti. Per chi ha percepito somme superiori al dovuto, sono in arrivo le comunicazioni di avvio del recupero debito.

I controlli dell’INPS hanno riguardato in particolare due tipologie di prestazioni collegate al reddito:

  • La somma aggiuntiva (comunemente chiamata quattordicesima);
  • La pensione ai superstiti (per le quote di reddito non cumulabili ai sensi della Legge n. 335/1995).

Nel calcolo dell’imponibile fiscale, l’INPS ha precisato di aver preventivamente escluso l’incremento transitorio previsto sulla pensione minima dalla Legge di Bilancio 2023.

Se dai controlli è emerso un saldo a tuo carico, l’INPS ti invierà formale comunicazione entro il 31 dicembre 2026 tramite:

  • Posta Elettronica Certificata (PEC), se registrata nei database dell’Istituto;
  • Raccomandata A/R, nei restanti casi.

Le trattenute mensili sulla tua pensione avverranno d’ufficio secondo questo calendario:

  • Per la quattordicesima: a partire dal rateo di dicembre 2026;
  • Per la pensione ai superstiti: a partire dal rateo di gennaio 2027.
  • Restituzione al netto: se sulle somme erogate hai già pagato le tasse alla fonte, dovrai restituire l’importo al netto delle ritenute IRPEF già subite.
  • Salvaguardia del minimo e limite del quinto: la trattenuta mensile sulla pensione non potrà mai superare un quinto (1/5) dell’importo totale e sarà sempre garantito il trattamento minimo di pensione al netto dell’IRPEF.
  • Rateizzazione fino a 60 mesi: il piano di recupero base è spalmato fino a un massimo di 60 rate. Se la tua pensione non dovesse bastare a coprire la rata, l’INPS potrà rivalersi su altri trattamenti o tramite avviso di pagamento pagoPA.

Se ricevi una lettera di indebito, hai 30 giorni di tempo dalla notifica (PEC o raccomandata) per presentare eventuale documentazione che dimostri l’esattezza dei tuoi redditi o corregga gli errori dell’INPS.

Nel caso in cui il debito risulti corretto ma la rata mensile sia troppo pesante per il tuo budget familiare, è anche possibile chiedere alla sede INPS un’estensione del piano di ammortamento per rendere la trattenuta più sostenibile.

Gestire una contestazione INPS richiede precisione e tempestività. Gli operatori del Patronato EPASA-ITACO sono al tuo fianco per guidarti passo dopo passo:

  1. Analizziamo la notifica: verifichiamo la causale dell’addebito per capire se riguarda la quattordicesima o la pensione di reversibilità.
  2. Controlliamo i tuoi dati fiscali: in collaborazione con il CAF, incrociamo i dati contestati dall’INPS con le tue reali dichiarazioni dei redditi (Modello 730 o Redditi PF 2024).
  3. Inoltriamo il ricorso/ricostituzione: se l’INPS ha commesso un errore, predisponiamo la richiesta di riesame entro il termine tassativo dei 30 giorni.
  4. Chiediamo la riduzione della rata: se l’importo è corretto ma troppo gravoso, inoltriamo per te la richiesta di rimodulazione del piano di recupero fino a 60 mesi, vigilando sul rispetto del trattamento minimo garantito.

Non aspettare. Trova la sede EPASA-ITACO più vicina a te e fissa un appuntamento: i nostri esperti ti offriranno assistenza e tutela personalizzata.

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