Sei un pensionato della Gestione Pubblica e percepisci la quattordicesima o una pensione ai superstiti?
L’INPS, con il Messaggio n. 2608 dell’11 agosto 2026, ha comunicato di aver concluso le verifiche sui redditi dichiarati e relativi all’anno d’imposta 2024 (riferiti ai redditi conseguiti nel 2023).
Attraverso l’incrocio delle banche dati con l’Agenzia delle Entrate e il Casellario centrale dei pensionati, l’Istituto ha ricalcolato gli importi spettanti. Per chi ha percepito somme superiori al dovuto, sono in arrivo le comunicazioni di avvio del recupero debito.
Quali prestazioni sono coinvolte?
I controlli dell’INPS hanno riguardato in particolare due tipologie di prestazioni collegate al reddito:
- La somma aggiuntiva (comunemente chiamata quattordicesima);
- La pensione ai superstiti (per le quote di reddito non cumulabili ai sensi della Legge n. 335/1995).
Nel calcolo dell’imponibile fiscale, l’INPS ha precisato di aver preventivamente escluso l’incremento transitorio previsto sulla pensione minima dalla Legge di Bilancio 2023.
Come e quando avverrà la notifica del debito?
Se dai controlli è emerso un saldo a tuo carico, l’INPS ti invierà formale comunicazione entro il 31 dicembre 2026 tramite:
- Posta Elettronica Certificata (PEC), se registrata nei database dell’Istituto;
- Raccomandata A/R, nei restanti casi.
Tempistiche e regole per la restituzione
Le trattenute mensili sulla tua pensione avverranno d’ufficio secondo questo calendario:
- Per la quattordicesima: a partire dal rateo di dicembre 2026;
- Per la pensione ai superstiti: a partire dal rateo di gennaio 2027.
Quali sono le tue garanzie?
- Restituzione al netto: se sulle somme erogate hai già pagato le tasse alla fonte, dovrai restituire l’importo al netto delle ritenute IRPEF già subite.
- Salvaguardia del minimo e limite del quinto: la trattenuta mensile sulla pensione non potrà mai superare un quinto (1/5) dell’importo totale e sarà sempre garantito il trattamento minimo di pensione al netto dell’IRPEF.
- Rateizzazione fino a 60 mesi: il piano di recupero base è spalmato fino a un massimo di 60 rate. Se la tua pensione non dovesse bastare a coprire la rata, l’INPS potrà rivalersi su altri trattamenti o tramite avviso di pagamento pagoPA.
Hai 30 giorni per contestare l’errore: non far scadere i termini!
Se ricevi una lettera di indebito, hai 30 giorni di tempo dalla notifica (PEC o raccomandata) per presentare eventuale documentazione che dimostri l’esattezza dei tuoi redditi o corregga gli errori dell’INPS.
Nel caso in cui il debito risulti corretto ma la rata mensile sia troppo pesante per il tuo budget familiare, è anche possibile chiedere alla sede INPS un’estensione del piano di ammortamento per rendere la trattenuta più sostenibile.
Come ti aiuta il Patronato EPASA-ITACO
Gestire una contestazione INPS richiede precisione e tempestività. Gli operatori del Patronato EPASA-ITACO sono al tuo fianco per guidarti passo dopo passo:
- Analizziamo la notifica: verifichiamo la causale dell’addebito per capire se riguarda la quattordicesima o la pensione di reversibilità.
- Controlliamo i tuoi dati fiscali: in collaborazione con il CAF, incrociamo i dati contestati dall’INPS con le tue reali dichiarazioni dei redditi (Modello 730 o Redditi PF 2024).
- Inoltriamo il ricorso/ricostituzione: se l’INPS ha commesso un errore, predisponiamo la richiesta di riesame entro il termine tassativo dei 30 giorni.
- Chiediamo la riduzione della rata: se l’importo è corretto ma troppo gravoso, inoltriamo per te la richiesta di rimodulazione del piano di recupero fino a 60 mesi, vigilando sul rispetto del trattamento minimo garantito.
Hai ricevuto una lettera dall’INPS o vuoi verificare la tua situazione?
Non aspettare. Trova la sede EPASA-ITACO più vicina a te e fissa un appuntamento: i nostri esperti ti offriranno assistenza e tutela personalizzata.